Lassù qualcuno ci ama: la grande festa dell’Iron Bike vista da Rino Perta

“Lassù qualcuno ci ama” è il riferimento al celebre film dello staff della Spes Alberobello, una volta spentisi i riflettori sul Bosco Calmerio edizione numero 6. Infatti, pochi minuti successivi alle operazioni post evento meno nobili: pulizia dell’area logistica: parcheggio, viale d’arrivo, smontaggi vari e del percorso, lasciando la natura prima attraversata libera dai segni del passaggio della carovana ciclistica, è arrivata la pioggia accompagnata da una temperatura abbassatasi ulteriormente. Giusto il tempo quindi di archiviare nel migliore dei modi l’evento inserito da quest’anno nel prestigioso ed in continua crescita mediatica circuito IRON BIKE PUGLIA di cui la SPES si è onorata di organizzare la prima delle 10 tappe programmate per l’edizione 2018.

Il cielo ha quindi premiato la “testardaggine” della compagine alberobellese che, forte della lunga esperienza organizzativa, è abituata a non mollare la presa alle prime avvisaglie di difficoltà organizzative che nel caso specifico erano costituite dalle previsioni meteo disastrose che hanno accompagnato la vigilia, e che in un primo momento avevano indotto organizzatori e componenti del circuito a rinviare l’evento affinché la prima tappa dell’attesa edizione 2018 iniziasse con la piena partecipazione della carovana ciclistica senza defezioni di sorta, in un ciclismo amatoriale, ormai troppo condizionato dall’estrema attenzione alla tecnologia applicata alle previsioni meteo.

Anche Maurizio Carrer, patron dell’Iron Bike ha visto coronare i suoi sforzi per dare il meglio alla “prima” della sua creatura, per la quale nulla voleva sbagliare per concretizzare tutto il lavoro d’immagine fortemente cercato e che per ottenere il quale ha messo in campo il meglio della comunicazione sportiva e non solo che la Puglia dispone, come i giovani e rampanti Roberto Ferrante, fresco di riconoscimento, essendosi aggiudicato per il secondo anno consecutivo il premio “Giornalista di Puglia-Michele Campione” , e il grafico Filippo Vulpio.

Spes, che ha sempre dato molta importanza ai valori umani e di reciproca stima, tanto che essendo la nostra una società prettamente di ciclismo su strada, per cimentarsi nella MTB si è sempre avvalsa di esperti locali del settore non necessariamente propri tesserati, come è avvenuto per gli anni scorsi con Francesco Ciccone e quest’anno con Nicola Pugliese e Vito Sgobba. Tecnicamente la prova ha subito un cambiamento, passando da cross county a medio fondo. Tant’è che Nicola e Vito, ancora più motivati dal fatto di essere tesserati con l’Eurobike di Corato, hanno tracciato il percorso lavorando sulla base di quanto creato da Ciccone negli anni corsi, senza stravolgerlo ma pensando ad allungarlo.

Evidente è stato il riscontro positivo da parte dei circa 350 partenti che ne hanno apprezzato il giusto equilibrio, tra difficoltà tecniche e chilometraggio, specie in una corsa di inizio stagione. L’unicità di questa prova è la varietà di prospettive che propone. Consente, con spostamenti di poche centinaia di metri, di passare dal centro abitato a paesaggi fiabeschi caratterizzati da boschi: Calmerio in primis con annessa Masseria; vigneti, oliveti, tratturi e attraversamenti di aree private. Passaggi che nei giorni della preparazione del percorso hanno dato luogo ad aneddoti divertenti. Uno su tutti merita di essere raccontato: Nicola (sempre lui, che il percorso lo ha ideato, tracciato e per poco anche vinto) mentre transitava di fianco ai filari di un vigneto, veniva fermato dal proprietario che con volto sorridente gli si rivolgeva “Quagliò, t’ho visto passare ieri e anche l’altro ieri, sai? Ho notato che hai una bella forza e allora ho pensato di portarmi dietro un’altra forbice, vieni a darmi una mano a finire di potare, dai!”

Anche questo succede in fase di preparazione di una gara.

La cronaca: I favoriti della vigilia mettono subito le cose in chiaro sfruttando al meglio la partenza in salita prima dell’ingresso nel bosco Calmerio, sotto le cui fronde entrano per primi i due Elite Paolo Colonna e Mino Ceci (Team Scott) ed il Master 1 Nicola Pugliese (Eurobike). A tre quarti del primo giro la svolta: i tre battistrada lasciano il canale AQP e svoltano a sinistra entrando nel sentiero di un bosco che si inerpica tra fragni e macchia mediterranea verso la dolce collina di Coreggia. Il sentiero si presenta in salita ed è insidioso, è in questo tratto che Colonna produce una progressione micidiale e prende dapprima due, poi cinque, poi 10 metri. Dietro di lui Nicola Pugliese, che dando sfogo alla sua potenza ed abilità di guida allo stesso tempo prova a reagire, mentre Mino Ceci attende l’evolversi della situazione anche perché il battistrada è suo compagno di squadra. É’ con questa situazione che si ritorna nel centro abitato di Coreggia all’ultimo km del percorso prima di passare sul traguardo.

Nulla cambia nel corso del 2° giro, per cui Paolo Colonna si presenta in solitaria e a braccia alzate sulla dirittura d’arrivo. Sprint incerto fino alla riga per i due inseguitori, con Ceci che parte lungo e Nicola che prova a rimontarlo negli ultimi metri  senza riuscirci.

Nella prova femminile vittoria secondo pronostico per la monopolitana Patrizia Tropiano (Rionero il Velocifero) davanti alla salentina Simona Quarta (Teknobike); 3° piazza per Zeila Ruggiero (Nardelli Sport Total Bike).

Si poteva quindi passare alla “festa” finale dell’evento, con la premiazione tenutasi all’interno del piazzale di “Casa Rotolo” teatro della logistica. In anteprima alla stessa, i due assessori del comune di Alberobello, Antonella Ivone (sport) e Anna Piepoli (servizi sociali) portavano il saluto del sindaco Michele Longo, prima di partecipare attivamente alla cerimonia protocollare della premiazione che concludeva di fatto la lunga giornata di sport.