Iron Bike a Vieste, i dettagli delle salite

VIESTE – Tracciato per buona parte già collaudato negli scorsi anni, unico nel suo genere, connette rapidamente il mare con la montagna, la spiaggia con la foresta. É questo il segreto della Mediofondo del Gargano di Mountain Bike, un evento sportivo e culturale a 360°, occasione per un weekend alternativo alla scoperta del territorio e all’insegna del relax. Completo dal punto di vista tecnico, il percorso si compone di tre parti, un sostanziale susseguirsi di salite e discese senza, o quasi, un metro di pianura.

Due le salite principali, tutte caratterizzate da lunghezze importanti, e un’unica discesa, estremamente lunga e adrenalinica, da percorrere con attenzione. La parte centrale del tracciato si sviluppa interamente nel Parco Nazionale del Gargano, da pochi mesi patrimonio dell’Unesco. Rari i single-track, si corre sempre su sentieri già noti in cartografia, alcuni dei quali carrozzabili con mezzi idonei.

Lunghezza percorso Mediofondo: 51,12 km (di cui 5,12 turistici)
Dislivello percorso Mediofondo: 1196 m

Entriamo ora nel dettaglio del tracciato, analizzando le caratteristiche delle due principali ascese, caratteristiche che ogni biker dovrà considerare per la scelta dei rapporti e per dosare lo sforzo in gara.

lunghezza: 8,8 km
dislivello: 509 metri
scollinamento: 460 m. s.l.m.
pendenza media: 6,1 %
pendenza massima: 10,6 %

Prima salita:           “Paradiso Selvaggio/Valico del Lupo

Asperità iniziale, che inizia dopo soli 3 km dalla partenza e collega direttamente il mare alla montagna. È una variante meno nota del valico del Lupo, sebbene per esigenze di percorso lo scollinamento è fissato prima del passo garganico. Destinata a far selezione sul lungo serpentone di bikers, si sviluppa su un fondo ben compatto e regolare. Sede stradale ampia, misto di asfalto degradato (con voragini) e breccia bianca. Quasi sempre assolata, molto tortuosa nella parte finale, dopo il passaggio dal complesso turistico Paradiso Selvaggio. Si possono mantenere buone velocità, è una di quelle salite in cui “si sta bene a ruota”. La pendenza è pressoché costante, con rari picchi. Il valore medio non deve ingannare, poiché i primi 2 chilometri sono più un falsopiano. Al termine dell’ascesa poche centinaia di metri per rifiatare prima di attaccare la salita successiva

Seconda salita:        “Monte Iacotenente

lunghezza:    9,3 km
dislivello:      551 metri
scollinamento:        841 m. s.l.m.
pendenza media:    8,3 %
pendenza massima: 11,5 %

Giusto il tempo di rifiatare sulla comoda sede stradale della SS 89 e dopo due km di falsopiano, in corrispondenza della serie di tre tornanti la via si impenna, favorita in questa prima parte dall’ombra della foresta. Il fresco non sarà di sollievo per le gambe, però, perché si lascia presto la SS 89 per imboccare un sentiero in località Piscina Romaniello, esposto al sole. In questo tratto si incontrano le pendenze più alte, sfiorando il 9%, poi l’ascesa si fa più veloce, gradevole. Al passaggio su Coppa Fusillo si apre il panorama sulla corona del Parco del Gargano. Si scollina infatti a 844 metri, a Monte Iacotenente, in corrispondenza della Base Radar dell’aeronautica Militare. Occorre resistere e mantenere la lucidità, perché nella lunga e tecnica discesa che segue (all’ombra del bosco) sono collocati alcuni incroci e diramazioni.

Gli ultimi km

Ultimi km in discesa vista mare, molto paesaggistica ma anche estremamente tecnica, che collega rapidamente la foresta col mare. La picchiata termina ai meno 4, in corrispondenza con l’attraversamento della SS 89 e della SP 52ter.

L’altimetria degli ultimi chilometri di gara di Vieste

Il finale è mosso: a partire dal cartello dei -3 si affronta un muro lungo 967 metri con pendenza massima del 13% e media del 9. Si scollina a Villa Carabella (85 m slm) a 2100 metri dalla linea d’arrivo, che si intravede giù, sul mate. Breve picchiata verso l’ultimo km e poi ingresso in spiaggia per disputare gli ultimi 200 metri sul bagnasciuga.